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Discorso Inaugurazione Piazza Castello -prof. Bonati
Riportiamo , per gentile concessione, il discorso che il prof Giuliano Bomati ha tenuto in occasione dell'inaugurazione della piazza Castello sul significato della scelta del nome della piazza.
"Sono lieto di intervenire, a nome dell'Archivio Storico, alla cerimonia di in titolazione di questa piazza civica, che oggi viene intitolata al nostro antico "castello". La scelta di questo nome è dovuta ad una serie di motivazioni, alle quali accennerò.
Le origini
li centro storico di Concorezzo è certamente di origini medioevali e si sviluppava attorno all'attuale via Libertà, che un tempo si chiamava "corsia del Borgo Nel Medio Evo, dopo la caduta dell'impero romano, i nostri territori erano abbandonati al caos. Nella "Storia di Concorezzo" il nostro concittadino Floriano Pirola scrive che, per difendersi prima dalle invasioni barbariche, poi dalle scorrerie dei vari eserciti e anche dai malintenzionati dei paesi vicini, all'ingresso del nostro vecchio borgo vi era "in fondo a via Libertà, verso la provinciale per Vimercate, un portone medioevale che dopo il tramonto veniva chiuso da persona di fiducia, scelta appositamente per questo servizio dal signore del tempo o dalla comunità". Inoltre "Al cader della notte (i Concorezzesi) si chiudevano tutti nelle proprie case ed i capofamiglia si coricavano tenendo con sé le chiavi".
Il castello Così cercava di difendersi la gente comune. Ma i signorotti di Concorezzo cosa fecero per difendersi? Costruirono un castello, con robuste mura circondate da fossati e con torrette di osservazione e di difesa agli angoli delle mura perimetrali. Questo castello viene già citato da una vecchia pergamena del 1228. In seguito ne parlano due scrittori dell'800. L'Amati, studioso monzese, nel 1867 scrive che il castello di Concorezzo "...era circondato da mura e fossa di cui vedonsi le vestigia". Nella stessa epoca lo storico Cesare Cantù aveva scritto che Concorezzo"...nel Medio Evo tenea, forte castello, in cui fu posto Enzo, re di Sardegna, prigioniero; era circondato da mura e fossa, di cui vedonsi orme..." Andiamo indietro nel tempo Nel 1 sec.d.C. qui c'era un villaggio fortificato, chiamato già nell'anno 853 con il nome di " Concoretio ", poi ricordato ancora, con diverse variazioni di questo nome, nell'892 e nel 1045. Sui ruderi di quel villaggio nel Medio Evo sorse il castello. Ma esso dov'era situato?
Il posto. Il Pirola non ha dubbi. Il castello sorgeva dove c'era il palazzo del feudatario De Capitani, poi diventato l'attuale palazzo municipale; cioè proprio qui.
Ma ci sono dei resti che ce lo possono confermare? Proprio durante i recentissimi lavori per costruzione di questa piazza, malauguratamente venne abbattuto , per qualche decina di metri, un grosso muro che aveva una caratteristica unica: era rinforzato all'esterno con dei grossi contrafforti alti diversi metri, che nel Medio Evo venivano costruiti proprio per rafforzare le mura che circondavano i castelli. Non solo, durante la recente ristrutturazione del palazzo comunale, un muro laterale di quest'ultimo mise in luce che esso era stato costruito con tecniche antiche, usate nel Medio Evo per le fortezze. Dunque il nostro antico castello era proprio qui, in questa zona. Ma quale era il perimetro entro il quale esso sorgeva, con le sue mura che avevano agli angoli delle torrette di osservazione e di difesa? Ancora il Pirola scrive che l'unico dato sicuro per stabilirne il perimetro si riferisce all'angolo su cui siamo noi ora: l'angolo formato dall'attuale via Valagussa con via Libertà. A questo proposito è importante ricordare che nei tempi passati la via Valagussa si chiamava proprio dapprima "vicolo Castello" e poi "via Castello ". I Concorezzesi più anziani ricordano ancora la vecchia denominazione e ancora adesso essi chiamano, d'istinto, quella via con il vecchio nome di via Castello.
L'episodio storico
Ma c'è un episodio storico a cui Concorezzo è legato, quello ricordato da Cesare Cantù, come abbiamo visto. Nel XIII sec, durante le lotte fra i Comuni lombardi e l'Imperatore di Germania Federico II di Svevia, il figlio di quest'ultimo, re Enzo di Sardegna, nel 1245 fu sconfitto dai Comuni presso Gorgonzola, fatto prigioniero e rinchiuso nel castello di Concorezzo per un certo tempo. Ma in quale parte del castello? Secondo noi è probabile che la prigione sia da localizzare nella famosa "torretta ",una delle torri d'angolo delle mura delle quali abbiamo parlato. Essa si affacciava all'attuale via Libertà, proprio dove ha inizio la via della Repubblica che va verso il lato nord del Municipio e il parcheggio. Prima che essa venisse demolita, verso il 1960, con un atto che senza esitazione potremmo definire di pirateria archeologica, essa aveva una base formata da grossi macigni di pietra. Il locale a pian terreno aveva una sola finestra, alta alcuni metri dal pavimento e chiusa da grosse spranghe di ferro. I muri avevano lo spessore di circa un metro e mezzo. Il locale era buio e faceva pensare a una prigione. Sarà stata proprio questa la prigione di re Enzo di Sardegna? Potrebbe essere probabile. Al terzo e ultimo piano in tempi recenti c'erano muri che sostenevano un tetto. Ma sicuramente nei tempi antichi al posto dei muri c'erano i merli della torretta. Il suo sotterraneo era costituito da un grande locale cilindrico, profondo una decina di metri, con i muri perimetrali di mattoni, il soffitto a volta e il suolo di terra battuta. Vi si scendeva attraverso 25 scalini infissi nel muro e senza alcuna protezione. Questo sotterraneo era totalmente buio: aveva una porta cieca d'ingresso e in alto
un'apertura rettangolare di circa cm.70X100, chiusa da una grata di metallo, che dava sull'attuale via Libertà, proprio al pelo della strada. Questa apertura veniva utilizzata solo nelle giornate nevose d'inverno, per introdurre nel sotterraneo la neve da conservare a disposizione dei malati nei mesi successivi.
Per tutti i motivi ricordati fin qui, è giusto che questa nuova piazza sia intitolata al nostro vecchio castello. Una proposta Prima, però, di giungere alla conclusione di questo intervento, vorrei dare al Signor Sindaco e all'Amministrazione Comunale un suggerimento modesto, ma secondo me importante. Quando registrerete in Comune la denominazione di questa piazza e la farete incidere sulla targa, non scrivete semplicemente "Piazza castello", che è troppo generica. Essa infatti farebbe subito pensare alla "Piazza castello" di Milano, con evidente sproporzione, perché in confronto a quella la nostra piccola piazza farebbe una modesta figura. Occorrerebbe una formula che facesse intendere che vogliamo riferirci non a un castello qualsiasi, ma al nostro castello, che dica che questa è la piazza del castello di Concorezzo. Quindi, secondo me, la formula sarebbe non "Piazza castello", bensì "Piazza del castello".
Conclusione Ed ora giungo alla conclusione. Cari concittadini. Attorno al castello che qui anticamente sorgeva vissero per secoli i nostri antenati che, con le loro gioie e i loro dolori, le loro fatiche e le loro speranze, diedero vita a generazioni che si sono perpetuate di padre in figlio. In questa occasione il nostro pensiero va a loro e noi li ringraziamo per il dono immenso che essi ci hanno fatto, il dono della vita, che dal I secolo d.C. è giunta tino a noi del XXI secoli e con noi oggi continua. Il vice presidente dell'Archivio Storico Prof. Giuliano Bonati
Written By: lorenzo
Date Posted: 6/4/2006
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